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Pubblicato: Martedì, 08 Luglio 2025 16:46
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Amleto! pare doveroso separarci qui,
Pur se siamo vecchi compagni, tu ed io.
Troppo prezioso in tempo di guerra
Piangere e chiedersi "essere o non essere?".
Non lo spettro di un padre, dall’orfana tomba,
Strepita oggi per vendicare un figlio.
Il mondo intero, Amleto, soggiace alla sorte
Nel modo con cui oscillerà una lama insanguinata.
Sei sordo e cieco e non distingui
Oltre il fumo e il rumore, il cozzar di catene,
E il lamento dell’amata da lontani Villaggi
E città e colline e pianure danesi?
Può la meditazione oziosa
Salvare il mondo da omicidi e abusi?
Ben prima del tuo arrivo,dopo torture,
Ofelia impiccata, si irrigidisce nel cappio.
Non c’è ragione per costruire scena su scena.
Tutto è chiaro! Lascia andare gli attori
Tu stesso puoi vedere la fonte del tradimento.
Prendi le armi, vendicati: ecco il nemico!
Mentre le carceri si colmano di cadaveri
E il mondo inorridito trattiene il respiro,
Paura e dubbio divengono crimini.
Sbrigati, indugiare è morire!
Chiudiamo del perdono il libro insanguinato.
Prendi la mia mano; scacciamo ogni dubbio.
Soldati siamo. Le forze uniamo
La fossa scaviamo … al re assassino!
Gevorg Emin
(trad. dal Russo all’inglese di Dorian Rottenberg, dall’Inglese F. Da Re)
